L'acquaforte integra una raccolta di ventiquattro tavole (più frontespizio) dedicate alle antichità romane, edita ad Anversa nel 1551 da Hieronymus Cock, figura nodale per la penetrazione del lessico architettonico classico in ambito nordeuropeo. L'inquadratura, presa dalle pendici capitoline (animate in primo piano da alcune figure), documenta il bacino del Foro Romano ancora parzialmente interrato, da cui emergono l'Arco di Settimio Severo e i templi di Vespasiano, Saturno e dei Dioscuri. Un confronto autoptico con i precedenti studi grafici di Maarten van Heemskerck rivela tuttavia una licenza iconografica: se i rilievi di Heemskerck registravano fedelmente la chiesa dei Santi Sergio e Bacco (poi demolita verso il 1562), la lastra di Cock vi sostituisce un'architettura di pura invenzione. L'inserimento di questo elemento 'a capriccio' smentisce di fatto la dichiarazione programmatica del frontespizio della serie, che rivendicava una rigorosa aderenza mimetica al dato reale.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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