L'acquaforte fa parte dei Praecipua aliquot Romanae Antiquitatis Ruinarum Monimenta (Anversa 1551), raccolta edita da Hieronymus Cock. Oltre a questa veduta d'insieme dell'anfiteatro, la serie comprende sette inquadrature di dettaglio basate su studi preparatori oggi a Edimburgo (National Galleries of Scotland, inv. D 1035). L'effettiva esecuzione dal vero di tali fogli non è verificabile: l'editore potrebbe aver utilizzato rilievi di altri artisti, prassi documentata per la sua successiva serie del 1561 (per la quale si servì di un modello di Maarten van Heemskerck oggi a Berlino, Kupferstichkabinett, inv. 79 D 2a, fol. 55). Dal punto di vista iconografico, la tavola si limita a registrare l'oggettivo decadimento materiale della struttura, che l'epigrafe incisa attribuisce alle incursioni barbariche. La circolazione di queste stampe ebbe una vasta eco europea: in Italia fornirono una matrice visiva diretta per le copie di Battista Pittoni, per i cicli pittorici di Paolo Veronese a Villa Maser e per l'apparato illustrativo dei Discorsi (1582) di Vincenzo Scamozzi.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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