Klinger Max
Leipzig, 1857 - Großjena, 1920
Nacht (notte)
Inventario
Numero inventario: S-FN31925
Inventario precedente: FN17796-1
Cronologia matrice: Sec. XIX ultimo quarto
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Nazionale; Collezione Bayer; volume FN144
Autori
Incisore: Klinger Max (1857/ 1920)
Ambito culturale: tedesco
Soggetto
Identificazione: Allegoria della notte. Figura maschile seduta con lo sguardo rivolto verso il mare
Titolo proprio: Nacht (notte) (dato dall'autore)
Serie: Vom Tode, Erster Theil, Rad. Opus XI (Della Morte. Parte Prima)Fondo: Fondo NazionaleCronologia
Datazione: 1897 (fine Sec. XIX)
Dati tecnici
Misure: mm 275 x 273
Misure foglio: mm 305 x 308
Materia e tecnica: Chine collé; acquaforte, acquatinta
Iscrizioni
Iscrizioni: MAX KLINGER RAD. OP.11. LTH № 1. / DRUCK v. GIESECKE & DEVRIENT, LEIPZIG.
Editori/Stampatori
Stampatore: Giesecke et Devrient (attivi Lipsia/ Berlino seconda metà sec. XIX)
Luogo e data di stampa: Leipzig (1897)
Stato: IV; aggiunte iscrizioni
Osservazioni:
Osservazioni: L’immagine raffigura una figura maschile seduta su una panchina, con lo sguardo rivolto verso il mare e il cielo notturno, configurandosi come una forma di autorappresentazione simbolica dell’artista. La figura appare assorta nei propri pensieri mentre osserva una farfalla che volteggia sopra un giglio, tradizionale simbolo di purezza. Nel momento in cui la farfalla si posa sul fiore, lo impollina, introducendo al contempo l’idea della fecondazione e della perdita dell’innocenza. La generazione di una nuova vita implica l’inevitabilità della morte. Su questa riflessione si fonda la scena, che introduce il tema della dualità destinato a permeare l’intera serie e le sue successive declinazioni.
Vom Tode. Teil I segna l’undicesima serie grafica di Max Klinger e costituisce la prima di due parti dedicate al tema della morte. Inizialmente concepita come una serie unitaria di 24 stampe, l’artista decise successivamente di separarne dieci, dando vita a una prima sequenza di soggetti ispirati alle Totentänze medievali, che esplorano l’improvvisa e inevitabile intrusione della morte nella vita umana e ne visualizzano la portata universale, attraverso tutte le età e i ranghi sociali.
Klinger iniziò a lavorare alla serie nel 1882. La prima edizione, composta da venti esemplari, fu stampata presso la Regia Calcografia nel 1889. Seguirono altre tre edizioni a Lipsia e Berlino, di cui un esemplare è oggi conservato presso lo stesso Istituto. Le stampe, che combinano diverse tecniche - acquaforte, puntasecca e acquatinta a morsura multipla - possono essere lette alla luce delle posizioni espresse in
Malerei und Zeichnung (1889), l’unico scritto teorico-artistico di Klinger. Secondo l’artista, la
Griffelkunst (arte dello stilo), ossia il disegno e l’arte grafica nella loro autonomia espressiva, risulta più idonea della pittura alla rappresentazione di soggetti immaginativi ed emotivi, soprattutto quando attingono al lato più oscuro dell’esistenza.
Bibliografia
- Singer, H.W., Max Klinger. Radierungen, Stiche und Steindrücke. Etchings, Engravings and Lithographs, 1878-1903, fig. 171, pp. 69, 237-238, n. 171, 1991;
- Pace, G., L'acquaforte originale del secondo ottocento: riflessioni sui materiali costitutivi e su alcuni aspetti della conservazione, in G. Mariani, Le tecniche calcografiche d'incisione indiretta. ACQUAFORTE. ACQUATINTA LAVIS CERAMOLLE, p. 151-163, Roma 2005.
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Provenienza: acquisto; C. Bayer; 1914
Fonti e documenti di riferimento
Immagine: 931873