Folo Giovanni

Bassano, 1764 - Roma, 1836

ERCOLE E LICA

Inventario

Numero inventario: S-FN29131
Inventario precedente: FN10789
Inventario matrice: M-1287
Cronologia matrice: Sec. XIX primo quarto
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Nazionale; cartella FN216

Autori

Incisore: Folo Giovanni (1764/ 1836)
Disegnatore: Tognoli Giovanni (1786/ 1862)
Inventore: Canova Antonio (1757/ 1822)
Autore opera originale: Canova Antonio (1757/ 1822)
Ambito culturale: italiano

Soggetto

Identificazione: STATUA DI ERCOLE E LICA
Titolo proprio: ERCOLE E LICA (dato)

Dati tecnici

Misure: mm. 625 x 475
Misure foglio: mm. 791 x 570
Materia e tecnica: bulino
Stato di conservazione: discreto (macchie)

Osservazioni:

Osservazioni: Lo studio delle stampe canoviane, della corrispondenza dell’artista e dei documenti del Lascito della Fondazione Canova ha confermato il ruolo centrale attribuito da Antonio Canova al mezzo incisorio quale strumento di diffusione delle proprie opere. Per la prima volta nella storia della scultura, la riproduzione a stampa divenne parte integrante della strategia di promozione dell’artista, pur delineandosi progressivamente e non come esito di un progetto unitario precocemente definito. Le prime commissioni certe risalgono agli anni 1786-1788 con l’incisione del Monumento a Clemente XIV eseguita da Pietro Vitali. Fino alla fine del Settecento Canova mostrò tuttavia una certa cautela verso la traduzione grafica della scultura, privilegiando incisioni “a contorno”, soprattutto per i bassorilievi, e riservando il bulino a casi specifici. A partire dal primo decennio dell’Ottocento si registra un mutamento: le commissioni si intensificano, i contratti si fanno più rigorosi e lo scultore assume un controllo diretto sulle modalità esecutive, fino alla definizione di un’organizzazione stabile per la produzione e la sorveglianza delle matrici. Nel 1817, in coincidenza con la pubblicazione del Catalogo cronologico delle sculture, maturò l’idea di raccogliere le stampe in un corpus organico delle opere, destinato alla vendita in Italia e all’estero. Il progetto, che prevedeva un ordinamento cronologico e un testo introduttivo di accompagnamento, giunse a una forma editoriale strutturata nell’Oeuvre de Canova, pur senza trovare pieno compimento prima della morte dell’artista nel 1822. Le due stampe, S-FN29131 (veduta frontale, incisa da Giovanni Folo) e S-FC50154 (veduta di schiena, incisa da Pietro Fontana), riproducono il celebre gruppo marmoreo di Ercole e Lica, realizzato da Antonio Canova tra il 1795 e il 1815 che si conserva oggi alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Entrambe le incisioni furono commissionate nel gennaio del 1811 e testimoniano la tecnica di riproduzione tipica degli incisori veneti, perfezionata da Volpato, che combinava acquaforte e bulino.

Bibliografia

  • G.K. Nagler, Neues allgemeines Künstler-Lexikon, Monaco 1835-1852, vol. 4, p. 395.
  • C. Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, Parigi 1854-1859, vol. 2, p. 243, n. 21 e p. 245, n. 18.
  • L. Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1955, p. 334.
  • C.A. Petrucci, Mostra delle incisioni di Antonio Canova, Roma 1957, n. 133, p. 47 e n. 137, p. 18.
  • AA.VV., Dizionario enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX secolo, Torino 1972-1976, vol. 5, p. 32.
  • G. Pavanello, L'opera completa del Canova, Milano 1981, n. 131, p. 107.
  • G. Bernini Pezzini, F. Fiorani (a cura di), Canova e l’incisione, catalogo della mostra (Roma, 1993–1994; Bassano del Grappa, 1994), Bassano del Grappa 1993, pp. 143-146, fig. XXXV.

Mostre

  • Canova e l'incisione. Roma, 1993-1994; Bassano del Grappa, 1994.

Opera originale

Opera finale/originale: SCULTURA
Soggetto opera finale/originale: ERCOLE E LICA
Collocazione opera finale/originale: ROMA GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA

Condizione giuridica

Condizione giuridica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Fonti e documenti di riferimento

Immagine: 85214
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