Nella tavola 3 de I vestigi dell'antichità di Roma, Étienne Dupérac documenta il settore nord-occidentale del Foro Romano. L'inquadratura, animata da minute figure di astanti e cavalieri, si concentra sull'Arco di Settimio Severo, raffigurato parzialmente interrato, invaso dalla vegetazione e leggibile nei suoi apparati celebrativi (l'epigrafe e i rilievi dedicati alle campagne partiche del II secolo d.C.). Coerentemente con l'impostazione documentaria della silloge, l'autore affianca al dato visivo una didascalia mirata a registrare la riqualificazione cristiana delle preesistenze classiche. Il compendio testuale attesta infatti la conversione della Curia Iulia (che Dupérac identifica erroneamente con il tempio di Saturno) nella chiesa di Sant'Adriano, e segnala la fondazione della chiesa di Santa Martina sull'area un tempo occupata, secondo le convinzioni del topografo, dal tempio di Marte.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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