L'acquaforte con ritocchi a bulino è tratta dai Vestigi dell'Antichità di Roma di Étienne Dupérac (ed. princeps: Lorenzo della Vaccheria, 1575). L'esemplare in esame appartiene alla tiratura del 1621 edita da Goert van Schayck, variante documentata dall'inserzione del ritratto dell'antiquario Jacob Schletzer nella tavola 2. Il foglio registra le rovine del Palatino a partire da rilievi autoptici. La matrice costituisce una delle quattro tavole della serie concepite per comporre, per giustapposizione, un'unica veduta panoramica in scala paesaggistica. L'identificazione topografica del sito è affidata a una legenda in volgare che censisce le emergenze architettoniche, affiancando la nomenclatura classica alla toponomastica coeva.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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