Della Longa Giovanni

notizie 1823-1888

Macchina di fuochi di artificio disegnata a forma di...

Inventario

Numero inventario: S-FN31125
Inventario precedente: FN15087
Cronologia matrice: Sec. XIX
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Nazionale; volume FN259

Autori

Incisore: Della Longa Giovanni (notizie 1823-1888)
Disegnatore: Vespignani Virgilio (1808/ 1882)
Ambito culturale: italiano

Soggetto

Identificazione: MACCHINA PIROTECNICA PER LA FESTA DEI SS. PIETRO E PAOLO DEL 1858
Titolo proprio: Macchina di fuochi di artificio disegnata a forma di... (da stampa)
Serie: GIRANDOLE FATTE INCENDIARE SUL MONTE PINCIO DALL' ECCELSO ..
Fondo: Fondo Combattenti

Cronologia

Datazione: 1867 (Sec. XIX)

Dati tecnici

Misure: mm. 298 x 437
Misure foglio: mm. 472 x 637
Materia e tecnica: acquaforte
Stato di conservazione: discreto (foxing, macchie)

Iscrizioni

Iscrizioni: V. Vespignani Arch.° Inv. G. Dalla Longa incise / Macchina di fuochi di Artificio disegnata a forma di Ninfeo da incendiarsi per la solennità de SS. Apostoli Pietro e Paolo nell'anno 1858

Opera illustrata

Opera illustrata: Girandole Fatte incendiare sul Monte Pincio dall'Eccelso Comune di Roma per le annue ricorrenze dell'incoronazione del Sommo Pontefice Pio Papa IX e nelle solennità de' Principi degli Apostoli Pietro e Paolo

Osservazioni:

Osservazioni: La stampa fa parte della serie prodotta dall’architetto Virginio Vespignani per commemorare le girandole di fuochi artificiali costruite annualmente sul Pincio dal 1858 al 1870. In questo lasso di tempo si allestiscono fuochi artificiali in occasione della Pasqua e della ricorrenza dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, il 29 giugno. 
Pur chiamandosi ufficialmente “girandole”, durante queste occasioni non venivano allestiti solo fuochi artificiali, ma, in ricordo delle grandi macchine barocche, questi venivano montati su monumentali architetture effimere addossate al pendio del Pincio, che era stato terminato intorno al 1834. Sebbene il volume raccolga esclusivamente i progetti di Vespignani legati al pontificato di Pio IX, l’occasione delle girandole affonda nella tradizione della festa della Chinea (che si celebrava il 29 di giugno in piazza Santi Apostoli o in piazza Farnese) poi ripresa dopo l’occupazione napoleonica da Valadier, Camporese, Martinucci e Polese prima di Vespignani sempre su commissione dell’amministrazione romana.
Il volume si apre con la dedicazione del volume al marchese Francesco Cavalletti Rondinini e la descrizione generale dei contenuti (Girandole Fatte incendiare sul Monte Pincio dall'Eccelso Comune di Roma per le annue ricorrenze dell'incoronazione del Sommo Pontefice Pio Papa IX e nelle solennità de' Principi degli Apostoli Pietro e Paolo immaginate e dirette dall'architetto comunale Virginio Vespignani a sua Eccellenza il Marchese Francesco Cavalletti Rondinini Senatore di Roma in attestato di altissimo ossequio. L'autore.), e con un secondo foglio che presenta una dedicazione discorsiva firmata dall’architetto Virginio Vespignani datata 1° gennaio 1867, tre anni prima della datazione dell’ultima stampa. Il testo descrive una sorta di genealogia di riferimento e l’intento perseguito dal progetto celebrativo. (Eccellenza / Lo spettacolo che si nomina delle Girandole, benchè destinato a passeggiere ricreazioni, è di tal bellezza che meritamente forma di questa nostra Città una rarità ed un vanto. / Nato parecchi secoli addietro dai semplici e rozzi fuochi di gioia che in una alle luminarie leggonsi usati in solenni circostanze per la Città, come nella elezione del Pontefice Giovanni XXIII avvenuta in Bologna ed annunciata in Roma nel Maggio del 1410, incominciarono bentosto a farsi con maggiore apparato, e mostra più solenne, destinandovisi luogo apposito, che fu, ad incominciare dalla Creazione di Sisto IV, la Mole Adriana, e continuò ad essere sino a quando, per gravi motivi di pubblica sicurezza e convenienza, dovette di là tradursi in altro non meno acconcio e splendido posto, la magnifica passeggiata del Pincio. / In Castel S. Angelo venne mano a mano perfezionandosi lo spettacolo, massime per la invenzione dei fuochi lavorati, fatta o almeno recata in Roma dalle Spagne del 1536 da Bernardo Buontalenti, e poi dagl'ingegni naturali del luogo condotto sempre a miglior condizione, a tale, che, sotto il pontificato di Giulio III già lo vediamo fatto soggetto di pittura da abile pennello del tempo e decoratone l'appartamento del Vaticano fatto costruire da quel Pontefice. / Il nostro genio artistico coltivò sempre  questo soggetto, e basti che, come pensano gravi eruditi, vi posero le mani nullameno che un Michelangelo ed un Bernini, a cui vogliono attribuita precipuamente l'idea delle due imponenti scappate tolte evidentemente dal naturale fenomeno delle eruzioni dei Vulcani. L'Architettura sembra pertanto da molto tempo addietro impossessatasi di questo tema, al quale venne poi somministrando i disegni delle illuminazioni che voglionsi sempre vaghi, sempre nuovi e sempre informati all'idea di un qualche prospetto architettonico: al quale effetto si praticò poi affidarne l'esecuzione agli architetti Camerali. Nè a tal genere di fatica si diè poca mente, come apparisce dal rimanere ancora molti di siffatti disegni incisi in rame e delineati con tanta cura, che maggiore non si potrebbe. Non è meraviglia pertanto che per l'armonico cospirare in tale impresa delle premure del Governo, dei buoni e sempre fiorenti ingegni sia nell'opera dei fuochi, sia nell'invenzione dei temi e nella condotta dei disegni, questa riuscisse a tal grado di perfezionamento che un celebre critico straniero, il Lalande afferma di non aver mai visto cosa più bella. / Penetrato io da siffatte cose fin d'allora che piacque alla Romana Magistratura succeduta nella competenza di questo pubblico spettacolo alla Reverenda Camera Apostolica a adoperarmi a tal genere d'impresa, per tutti i sette anni da che trovomi di questo incarico onorato, posi nell'esecuzione di questo quel zelo e quella cura che per me si poteva maggiore. / Sapendo io per prova quanto all'Eccellenza Vostra stia a cuore ogni cosa che si riferisca al vanto di Roma, e quanto Ella caldeggi tuttociò che torni ad onore di quella rappresentanza alla quale l'Eccellenza Vostra medeesiam reca tributo di sì zelante ed efficace opera, io non istimai cosa vana nè a Vostra Eccellenza discara se, tutti quei disegni che in tale argomento mi occorse d'immaginare e delineare serbati e messi insieme, io intitolassi all'Eccellenza Vostra, siccome faccio ora ossequiosamente a pegno della mia venerazione, ad augurio sincero del nuovo anno e di molti altri felici, e ad attestato di quella riverente e calda stima onde ho il pregio di ripetermi / Dell'Eccellenza Vostra /1°: Gennajo 1867 / Devotissimo Obbligatissimo Servo Virginio Vespignani)
La dedicazione conferma che il progetto editoriale raccoglie le realizzazioni che si sono susseguite in sette anni, che quindi non furono pubblicati simultaneamente alla singola realizzazione come avveniva per la festa della Chinea.
La prima stampa del volume ritrae la costruzione realizzata per la festa dei santi Pietro e Paolo nel 1858. La macchina, come tutte le successive, è addossata al pendio del Pincio recentemente ristrutturato e si articola per terrazzamenti. In questo caso l’architettura si rifà ai grandi complessi manieristici, come Villa d’Este di cui condivide la forte presenza dell’acqua, e del Campidoglio michelangiolesco.
 
Margherita Antolini

Bibliografia

  • Barucci, C., Virginio Vespignani: architetto tra Stato Pontificio e Regno d’Italia, Roma 2006, pp. 226-247;
  • Catini, R., VESPIGNANI, Virginio, DBI, vol. 99, 2000;
  • Cazzato, V., “La sintesi estrema di Pio IX”, in Roma Sancta: la città delle basiliche, a cura di M. Fagiolo e M.L. Madonna, Roma 1985, p. 294;
  • Fagiolo, M., Corpus delle feste a Roma, vol. 2 “Il Settecento e l’Ottocento”, Roma 1997, pp. XVII-XIX; 379;
  • Fagiolo, M., “Pio IX: il canto del cigno della religione”, in La Festa a Roma dal Rinascimento al 1870, a cura di M. Fagiolo, vol. 1, Torino 1997, pp. 150-159;
  • Fagiolo, M. - Sturm, S., “Dalla Roma di Pio IX a Roma capitale”, in Ars metallica, a cura di S. Balbi de Caro, L. Cretara e R.M. Villani, Roma 2007, pp. 97-108.

Condizione giuridica

Condizione giuridica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Fonti e documenti di riferimento

Immagine: 95208
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