La tavola appartiene alla serie Urbis Romae aedificiorum (1569), silloge composta da 50 incisioni. La matrice di Giovanni Battista De Cavalieri traduce un disegno preparatorio di Giovanni Antonio Dosio, integrandolo con nubi, elementi antropomorfi di contorno e una differente resa del terreno. La variante più significativa consiste nell'inserimento dell'iscrizione sulla piramide sepolcrale di Caio Cestio (eretta tra il 18 e il 12 a.C. per il pretore e tribuno della plebe); il testo epigrafico è riportato fedelmente nel contenuto, ma senza ricalcare l'originaria ripartizione delle righe. L'adozione del formato orizzontale enfatizza l'inglobamento del monumento nel tracciato delle Mura Aureliane, avvenuto nel 271 d.C. L'isolamento prospettico dell'architettura e l'impiego di ombreggiature uniformi rispondono al codice stilistico sobrio condiviso dai due autori per l'intera raccolta.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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