La tavola 8 degli Urbis Romae aedificiorum (1569) di De' Cavalieri documenta le rovine della Basilica di Massenzio e Costantino (100 × 65 metri). L'incisione traduce un disegno di Giovanni Antonio Dosio (Firenze, GDSU, inv. 2510 A), evidenziando i tre ambienti superstiti della navata laterale settentrionale con le rispettive volte a cassettoni. Nel foglio è ancora visibile una delle colonne originariamente a sostegno della copertura centrale, elemento che nel 1613 papa Paolo V farà trasferire in piazza Santa Maria Maggiore. La resa dimensionale del complesso tardoantico è definita metricamente dall'inserimento di blocchi lapidei in primo piano e di figure con funzione di scala. Nel testo si rammenta inoltre il rinvenimento in situ, nel 1487, dei frammenti della statua colossale di Costantino, successivamente allocati nel cortile del Palazzo Capitolino e già documentati da Maarten van Heemskerck.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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