L'incisione, datata 1546 e nota in un secondo stato per l'aggiunta delle nuvole rispetto all'evidenza della prima tiratura, documenta il Settizonio da sud-est. L'inquadratura, condotta da un punto di vista ribassato accentuante la verticalità dell'opera, descrive l'edificio severiano a circa un decennio di distanza dai rilievi di Maarten van Heemskerck (D-FN492r, D-FN491r). La lastra evidenzia l'imponente basamento — non registrato nei disegni di Heemskerck — e la stratificazione materica conseguente alla conversione medievale del monumento in fortificazione ad opera dei Frangipane (noti anche come de' Settesoli per il possesso delle rovine). Il dettaglio del degrado strutturale è restituito dalla fitta vegetazione insediatasi tra le colonne e nei paramenti murari in laterizio pertinenti ai due corpi laterali superstiti (Septem solia maior e Septem solia minor). L'esemplare corrisponde al n. 150 dell'Indice Lafreri, recante la dicitura «Sepoltura di Lucio Settimio chiamata il Settizonio nella uia Appia».
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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