Marchetti Domenico

Roma (?), 1780-1781 - ?, 1844

VENERE

Inventario

Numero inventario: S-FC49686
Inventario matrice: M-1265
Cronologia matrice: Sec. XIX PRIMO QUARTO
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini; volume 40H2

Autori

Incisore: Marchetti Domenico (1780-1781/ 1844)
Disegnatore: Tognoli Giovanni (1786/ 1862)
Inventore: Canova Antonio (1757/ 1822)
Autore opera originale: Canova Antonio (1757/ 1822)
Ambito culturale: italiano,romano

Soggetto

Identificazione: STATUA DELLA VENERE ITALICA
Titolo proprio: VENERE (da stampa)
Fondo: Fondo Corsini

Dati tecnici

Misure: mm. 535 x 403
Misure foglio: mm. 811 x 648
Materia e tecnica: bulino
Stato di conservazione: discreto (foxing, macchie)

Editori/Stampatori

Editore: Calcografia Canova (attiva Roma 1811/)
Luogo e data di edizione: Roma (?)
Stato: PRIMO STATO; SENZA VELI CENSURA

Osservazioni:

Osservazioni: Lo studio delle stampe canoviane, della corrispondenza dell’artista e dei documenti del Lascito della Fondazione Canova ha confermato il ruolo centrale attribuito da Antonio Canova al mezzo incisorio quale strumento di diffusione delle proprie opere. Per la prima volta nella storia della scultura, la riproduzione a stampa divenne parte integrante della strategia di promozione dell’artista, pur delineandosi progressivamente e non come esito di un progetto unitario precocemente definito. Le prime commissioni certe risalgono agli anni 1786-1788 con l’incisione del Monumento a Clemente XIV eseguita da Pietro Vitali. Fino alla fine del Settecento Canova mostrò tuttavia una certa cautela verso la traduzione grafica della scultura, privilegiando incisioni “a contorno”, soprattutto per i bassorilievi, e riservando il bulino a casi specifici. A partire dal primo decennio dell’Ottocento si registra un mutamento: le commissioni si intensificano, i contratti si fanno più rigorosi e lo scultore assume un controllo diretto sulle modalità esecutive, fino alla definizione di un’organizzazione stabile per la produzione e la sorveglianza delle matrici. Nel 1817, in coincidenza con la pubblicazione del Catalogo cronologico delle sculture, maturò l’idea di raccogliere le stampe in un corpus organico delle opere, destinato alla vendita in Italia e all’estero. Il progetto, che prevedeva un ordinamento cronologico e un testo introduttivo di accompagnamento, giunse a una forma editoriale strutturata nell’Oeuvre de Canova, pur senza trovare pieno compimento prima della morte dell’artista nel 1822. Le due incisioni (si veda anche S-FC49685 per la veduta di schiena), realizzate tra il 1812 e il 1813 da Domenico Marchetti su disegni di Giovanni Tognoli, documentano la celebre Venere Italica (1804-1812), opera marmorea oggi conservata alla Galleria Palatina di Firenze. Gli esemplari in esame rivestono un particolare interesse documentario in quanto testimoniano il primo stato della tiratura: raffigurano infatti la scultura nella sua nudità originaria, prima che l'incisore intervenisse per applicarvi una "censura del velo". Al momento della loro diffusione nel 1813, queste traduzioni grafiche suscitarono un vivace confronto critico: all'entusiasmo di Leopoldo Cicognara si contrapposero le puntuali riserve del pittore Giuseppe Bossi, il quale evidenziò alcune rigidità anatomiche e proporzionali rispetto alla naturale grazia del marmo canoviano.

Bibliografia

  • G.K. Nagler, Neues allgemeines Künstler-Lexikon, Monaco 1835-1852, vol. 8, p. 307, n. 24.
  • C. Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, Parigi 1854-1859, vol. 3, p. 601, n. 7.
  • C.A. Petrucci, Catalogo generale delle stampe tratte dai rami incisi posseduti dalla Regia Calcografia di Roma, Roma 1934, n. 1265, p. 136.
  • G. Bernini Pezzini, F. Fiorani (a cura di), Canova e l’incisione, catalogo della mostra (Roma, 1993–1994; Bassano del Grappa, 1994), Bassano del Grappa 1993, pp. 163-165, fig. XLIII.

Mostre

  • Canova e l'incisione. Roma, 1993-1994; Bassano del Grappa, 1994.

Opera originale

Opera finale/originale: SCULTURA
Soggetto opera finale/originale: VENERE ITALICA
Collocazione opera finale/originale: ITALIA FIRENZE GALLERIA PALATINA

Condizione giuridica

Condizione giuridica: Proprieta' dell'Accademia dei Lincei
Provenienza: deposito; Accademia dei Lincei; 1895

Fonti e documenti di riferimento

Immagine: 44400
Condividi quest’opera

Altre opere in collezione


Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.

© 2020-2026. Istituto Centrale per la Grafica. Via della Stamperia 6, 00187 Roma
Note legali: Tutti i diritti sui cataloghi, sulle immagini, sui testi e/o su altro materiale pubblicato su questo sito sono soggetti alle leggi sul diritto di autore.
Per usi commerciali dei contenuti contattare l'Istituto: ic-gr@cultura.gov.it


Real Academia de Bellas Artes de San Fernando
Questa banca dati è stata realizzata nell’ambito di una collaborazione dell’Istituto Centrale per la Grafica con la Reale Accademia di Belle Arti di San Fernando (Madrid, Spagna), che ha gentilmente fornito il software necessario al suo funzionamento e alla gestione dei contenuti