1787-1812 (Sec. XVIII - XIX)
Osservazioni:
Osservazioni: La matrice raffigurante il
Monumento a Clemente XIV di Antonio Canova, collocato nella basilica romana dei Santi Apostoli, fu incisa da Pietro Vitali probabilmente dopo il completamento dell’installazione del monumento, avvenuto nel 1787. Si tratta dell’unico rame inciso da Vitali per il fondo canoviano.
La matrice ha subito diverse trasformazioni, che consentono di distinguere tre stati. Il primo corrisponde alla lastra nel formato originario, prima delle riduzioni sui lati e nella parte superiore, ed è documentato dall’esemplare Corsini (
S-FC51729). Nel secondo stato, il rame fu ridotto alle dimensioni attuali e la dedica venne nuovamente incisa, mantenendo il testo del primo stato ma senza lo stemma centrale. Un esemplare conservato presso l’Istituto (
S-FC51730), ritagliato nella parte superiore e lungo i lati, privo dello stemma e con la dedica ricomposta sotto l’immagine, restituisce l’aspetto di questa seconda fase. Il formato originario, particolarmente ampio (918 × 594 mm), potrebbe aver indotto Canova a richiedere la riduzione della matrice.
Il terzo stato corrisponde alla lastra dopo la cancellazione della dedica, della quale restano evidenti tracce di abrasione prodotte dal raschietto.
Alcune ricevute conservate presso il Lascito della Fondazione Canova permettono di collegare questi cambiamenti a specifici interventi eseguiti sul rame. Il 19 gennaio 1811 Francesco Cappellani ricevette da Pietro Vitali otto scudi per aver cancellato una dedica dalla matrice del
Deposito di Ganganelli. L’11 maggio dello stesso anno Vitali autorizzò un pagamento di due scudi e cinquanta baiocchi a Luigi Cunego per cinque giornate di lavoro sul rame. Il 5 febbraio 1812 Cappellani ricevette direttamente da Canova sette scudi come acconto per l’incisione delle lettere. La documentazione suggerisce dunque una fase di revisione della matrice tra il 1811 e il 1812: in un primo momento Vitali agì da intermediario per conto dello scultore, mentre successivamente Canova seguì più direttamente i rapporti con gli incisori, probabilmente con la mediazione amministrativa di Antonio D’Este.
La storia della lastra si inserisce nel più ampio progetto canoviano di controllo e diffusione delle riproduzioni a stampa delle proprie sculture. A partire dai primi anni dell’Ottocento, l’intensificarsi delle commissioni incisorie e la crescente attenzione alle modalità esecutive portarono Canova a esercitare una supervisione sempre più diretta sulla produzione e sulle modifiche delle matrici. Nel caso del
Monumento a Clemente XIV, gli interventi documentati mostrano come il rame non fosse un supporto immutabile, ma uno strumento suscettibile di successive revisioni, funzionali alla gestione e alla diffusione dell’immagine incisa.