Tratto dallo Speculum Romanae Magnificentiae di Antonio Lafreri, il foglio documenta il Colosseo attraverso una prospettiva che ne abbraccia simultaneamente il prospetto esterno e gli anelli interni. L'ampia inquadratura permette di valutare l'avanzato stato di degrado dell'anfiteatro, misurabile anche per diretto confronto topografico con un analogo studio primo-cinquecentesco di Jan Gossaert (Berlino, Kupferstichkabinett, KdZ 12918). L'esemplare in esame costituisce una tiratura tarda (entro il 1622) edita da Hendrik van Schoel, subentrato nel possesso dei rami lafreriani prima del loro passaggio ai De Rossi. Oltre a intervenire fisicamente sulla matrice per ravvivarne marcatamente i neri, l'olandese ne alterò l'iscrizione: si qualificò come incisore pur conservando l'indirizzo editoriale del Lafreri, assecondando una prassi di appropriazione autoriale diffusa nella calcografia tra Cinque e Seicento.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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