Nella tavola 33 degli Urbis Romae aedificiorum (1569), De Cavalieri restituisce una veduta occidentale del Colosseo, colto nel suo stato di monumentale rovina. Spogliato del rivestimento marmoreo imperiale e sormontato da vegetazione spontanea, l'anfiteatro vede accentuata la propria magniloquenza dimensionale grazie all'inserimento di figure di quinta in scala ridotta (viandanti ammantati in primo piano e cavalieri diretti verso l'arena). Sotto il profilo tecnico, il foglio si distingue per la sapiente modulazione del segno incisorio: un calibrato gioco di tratteggi definisce l'irregolarità del terreno e restituisce, con esiti di calibrata efficacia costruttiva e luministica, la tettonica dei volumi architettonici e l'incidenza della luce sulle murature.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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