Vasconi Filippo
Roma, 1687 - Roma, 1730
Disegno del sontuoso sagro apparato per i Sepolcri a San Lorenzo in Damaso
Inventario
Numero inventario: S-FC8782
Cronologia matrice: 1728
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini; volume 27M2
Autori
Incisore: Vasconi Filippo (1687 ca./ 1730)
Disegnatore: Mauri Alessandro (notizie 1730-1738)
Soggetto
Identificazione: SEPOLCRO DI CRISTO A S. LORENZO IN DAMASO ( ROMA )
Titolo proprio: Disegno del sontuoso sagro apparato per i Sepolcri a San Lorenzo in Damaso (da stampa)
Fondo: Fondo CorsiniDati tecnici
Misure: mm. 534 x 378
Misure foglio: mm. 572 x 406
Materia e tecnica: acquaforte
Stato di conservazione: discreto (foxing)
Iscrizioni
Iscrizioni: Disegno del Sontuoso Sagro Apparato ordinato nella Tribuna della Basilica di S. Lorenzo in Damaso per il Sepolcro di Nro. Sig.re GIESU CHRISTO nella Settimana Santa dall'Emo, e Rmo Sig.r Cardinale OTTHOBONI Vescovo di Sabina, Vice-Cancelliere di S. Chiesa, e Commendatore della sudetta Basilica l'Anno Bissestile 1728.
Alessandro Mauri delin. Filippo Vasconi sculp.
Stemmi, emblemi, marchi: Stemma cardinalizio di Pietro Ottoboni
Osservazioni:
Osservazioni: L'incisione rappresenta il teatro sacro costruito in occasione dei Sepolcri nel 1728 a San Lorenzo in Damaso da Alessandro Mauri su commissione del cardinale Pietro Ottoboni. La celebrazione e l'apparato sono descritti in una relazione a stampa (Descrizione del Sacro Apparato Ordinato nella Tribuna della Basilica di S. Lorenzo in Damaso, Per il Sepolcro del Nostro Signore Gesù Cristo nella Settimana Santa l’anno bisestile 1728. Dall’Emo, e Rmo Signor Cardinale Otthoboni Vescovo di Sabina, Vice-Cancelliere di Santa Chiesa, e Commendatore della suddetta Basilica) e ricordata da due avvisi (Valesio, vol. IV, p. 925, Chracas, Diario Ordinario d'Ungheria, tomo XXXXIV, n. 1660, pp. 8-9).
I Sepolcri sono celebrati il Giovedì e Venerdì Santo, durante i quali si espone il Sacramento, talvolta accompagnato da sacre rappresentazioni allusive della Passione di Cristo. Il cardinale Ottoboni ne sovvenziona diverse, in occasione degli Anni Santi 1700 e 1725, e poi quasi ininterrottamente dal 1727 al 1739. Per i Sepolcri viene generalmente rimessa in opera la macchina delle esposizioni di Quarantore carnevale con piccole modifiche per adeguare l’iconografia veterotestamentaria alla ricorrenza più strettamente cristologica, nonostante dal punto di vista artistico le due ricorrenze risultano tipologicamente
sovrapponibili.
Nel caso dei Sepolcri del 1728 il riuso della macchina delle Quarantore è particolarmente visibile dal confronto con l'incisione dello stesso anno (conservata in Biblioteca Casanatense 20 B.I.87 47). In entrambi i casi la scena è inquadrata da un arco scenico sostenuto da quattro colonne di ordine composito tempestate di gioielli e rialzate su piedistalli. Per le Quarantore del 1728 si rappresenta il trionfo della Fede nella forma dell’ostia benedetta innalzata dalla Madonna su un carro trionfale trainato dai simboli degli Evangelisti, sovrastato da Dio Padre e da schiere di angeli, mentre ai piedi della scena si riconoscono «gloriosa comitiva numerose schiere di Martiri, molte squadre di Confessori, ed ammirabili drapelli di Vergini». Al contrario delle Quarantore, per cui la composizione risulta piuttosto affollata e confusionaria, nei Sepolcri Mauri riesce a riutilizzare e rifunzionalizzare parti della scenografia ottenendo un risultato molto più ordinato.
In questo caso lo scenografo coniuga tre livelli iconografici in una composizione pur sempre affollata ma coesa, che comprende il sepolcro di Cristo con i soldati addormentati in basso, la scena del sacrificio di Isacco sopra alla grotta del sepolcro, e infine Dio con le schiere di angeli recanti i simboli della Passione. Con appena un mese e duecento scudi a disposizione la seconda macchina di Alessandro Mauri è in gran parte una ripetizione della prima. La sezione sommitale, basamentale e l’inquadratura vengono riutilizzate tali e quali, mentre la figura a sinistra colpita dal raggio di luce si trasforma in una croce trasportata da putti. Gli interventi più significativi si concentrano nella porzione centrale, dove compare la figura del sepolcro con l’urna e due angeli in adorazione, al di sopra della quale il carro della Vergine si trasforma nella scena del sacrificio di Abramo. Queste trasformazioni permettono di traslare l’ostensorio dal centro della scena al sepolcro, soddisfacendo il legame del rito con il culto cristologico. Con poche modifiche la struttura dell’immagine cambia significativamente: la scansione in tre registri è articolata non solo tramite la concentrazione di figure ma anche con la gradazione di colori e volumi che corrispondono a tre episodi e tre sfere del sensibile (terreno - veterotestamentario -divino).
Margherita Antolini
Bibliografia
- Moroni, G., Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, vol. LXIV, Venezia 1840, pp. 88-90;
- Olszewski, E., Dynamics of architecture in late baroque Rome: cardinal Pietro Ottoboni at the Cancelleria, Warsaw, Berlino 2015, pp. 111-112;
- Thieme, U. - Becker, F., Allgeimes Lexikon der Bidenden Künstler, vol. V, Leipzig 1907-50, p. 129;
- Valesio, F., Diario di Roma, G. Scano (a cura di), 6 voll., Longanesi, Milano 1977-1979.
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Proprieta' dell'Accademia dei Lincei
Provenienza: deposito; Accademia dei Lincei; 1895
Fonti e documenti di riferimento
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