L'incisione all'acquaforte, di grande formato e di incerta attribuzione ad Antonio Salamanca, confluì nella silloge dello Speculum Romanae Magnificentiae edito a Roma da Antonio Lafreri. Il foglio documenta il monumentale modello ligneo realizzato tra il 1539 e il 1546 da Antonio da Sangallo il Giovane per il nuovo impianto della Basilica di San Pietro. Il progetto sangallesco modificava la precedente impostazione di Bramante nell'ambizione di eguagliare le principali fabbriche dell'antichità, quali il Mausoleo di Alicarnasso, il Colosseo, il Faro di Alessandria e il Ianus Quadrifrons romano; la vasta scala dimensionale dell'opera rispondeva inoltre all'intento dell'architetto di garantire prolungati benefici economici alla propria discendenza. L'inquadratura restituisce l'assetto del cantiere in una fase successiva rispetto alle testimonianze grafiche di Maarten van Heemskerck, il quale aveva registrato lo stato delle fabbriche prima dell'innalzamento del "muro divisorio" (1538), eretto per isolare e proteggere le navate superstiti della basilica paleocristiana.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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