Testa Angelo
?, ca. 1775 - ?, ?
PARIDE
Inventario
Numero inventario: S-FC51228
Inventario matrice: M-1284Cronologia matrice: Sec. XIX INIZIO
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini; volume 40H25
Autori
Incisore: Testa Angelo (1775 ca./ notizie fino al 1830)
Disegnatore: Tognoli Giovanni (1786/ 1862)
Inventore: Canova Antonio (1757/ 1822)
Autore opera originale: Canova Antonio (1757/ 1822)
Ambito culturale: italiano
Soggetto
Identificazione: STATUA DI PARIDE
Titolo proprio: PARIDE (bibliografico)
Fondo: Fondo CorsiniDati tecnici
Misure: mm. 570 x 405
Misure foglio: mm. 809 x 646
Materia e tecnica: bulino
Stato di conservazione: discreto (foxing)
Iscrizioni
Dedica: CANOVA ANTONIO (dedicante); BONAPARTE GIUSEPPINA (dedicatario);
Editori/Stampatori
Editore: Calcografia Canova (attiva Roma 1811/)
Stato: primo stato; con dedica
Osservazioni:
Osservazioni: Lo studio delle stampe canoviane, della corrispondenza dell’artista e dei documenti del Lascito della Fondazione Canova ha confermato il ruolo centrale attribuito da Antonio Canova al mezzo incisorio quale strumento di diffusione delle proprie opere. Per la prima volta nella storia della scultura, la riproduzione a stampa divenne parte integrante della strategia di promozione dell’artista, pur delineandosi progressivamente e non come esito di un progetto unitario precocemente definito. Le prime commissioni certe risalgono agli anni 1786-1788 con l’incisione del
Monumento a Clemente XIV eseguita da Pietro Vitali. Fino alla fine del Settecento Canova mostrò tuttavia una certa cautela verso la traduzione grafica della scultura, privilegiando incisioni “a contorno”, soprattutto per i bassorilievi, e riservando il bulino a casi specifici. A partire dal primo decennio dell’Ottocento si registra un mutamento: le commissioni si intensificano, i contratti si fanno più rigorosi e lo scultore assume un controllo diretto sulle modalità esecutive, fino alla definizione di un’organizzazione stabile per la produzione e la sorveglianza delle matrici. Nel 1817, in coincidenza con la pubblicazione del
Catalogo cronologico delle sculture, maturò l’idea di raccogliere le stampe in un
corpus organico delle opere, destinato alla vendita in Italia e all’estero. Il progetto, che prevedeva un ordinamento cronologico e un testo introduttivo di accompagnamento, giunse a una forma editoriale strutturata nell’
Oeuvre de Canova, pur senza trovare pieno compimento prima della morte dell’artista nel 1822. Le due incisioni (si veda
S-FC51029 per la veduta frontale), delineate da Giovanni Tognoli
e tradotte su rame rispettivamente da Giovan Battista Balestra e Angelo Testa, documentano la scultura che rappresenta Paride e che oggi si conserva alla Neue Pinacothek di Monaco. Le stampe raffigurano la prima versione dell'opera, originariamente destinata alla galleria dell'imperatrice Giuseppina alla Malmaison. L'esecuzione delle traduzioni grafiche, commissionate direttamente da Canova, è documentata tra il 1811 e il 1813. Lo scultore seguì con attenzione questa specifica tiratura, tanto da inviarne alcuni esemplari all'amico Quatremère de Quincy in Francia già nel novembre del 1812.
Bibliografia
- C. Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, Parigi 1854-1859, vol. 4, p. 20, n. 7.
- C.A. Petrucci, Catalogo generale delle stampe tratte dai rami incisi posseduti dalla Calcografia Nazionale, Roma 1953, n. 1284, p. 117.
- C.A. Petrucci, Mostra delle incisioni di Antonio Canova, Roma 1957, n. 183, p. 22.
- G. Bernini Pezzini, F. Fiorani (a cura di), Canova e l’incisione, catalogo della mostra (Roma, 1993–1994; Bassano del Grappa, 1994), Bassano del Grappa 1993, pp. 196-197, fig. LIV.
Mostre
- Canova e l'incisione. Roma, 1993-1994; Bassano del Grappa, 1994.
Opera originale
Opera finale/originale: SCULTURA
Soggetto opera finale/originale: PARIDE
Collocazione opera finale/originale: Monaco, Neue Pinakothek
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Proprieta' dell'Accademia dei Lincei
Provenienza: deposito; Accademia dei Lincei; 1895
Fonti e documenti di riferimento
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