Bertini Angelo
?, 1783 - ?, ?
VENERE E MARTE
Inventario
Numero inventario: S-FC51066
Cronologia matrice: Sec. XIX
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini; scatola 230
Autori
Incisore: Bertini Angelo (1783/ notizie fino al 1851)
Disegnatore: Tognoli Giovanni (1786/ 1862)
Inventore: Canova Antonio (1757/ 1822)
Soggetto
Identificazione: GRUPPO SCULTOREO DI VENERE E MARTE
Titolo proprio: VENERE E MARTE (da stampa)
Fondo: Fondo CorsiniDati tecnici
Misure foglio: mm. 295 x 405
Materia e tecnica: acquaforte
Stato di conservazione: mediocre (macchie)
Iscrizioni
Iscrizioni: Ant. Canova inv. e scolpì (sotto la base, a sinistra);
G. Tognoli dis. (al centro);
Ang. Bertini inc. (a destra);
VENERE E MARTE / a Sua Altezza Reale / Giorgio Federico Augusto principe di Galles / Reggente della Gran Bretagna eCeCeCeC. (sotto);
gruppo in marmo, grande simboleggiante la guerra e la pace appartenente alla R.A.S. (a sinistra).
Dedica: GIORGIO IV PRINCIPE DI GALLES (dedicatario);
Osservazioni:
Osservazioni: Lo studio delle stampe canoviane, della corrispondenza dell’artista e dei documenti del Lascito della Fondazione Canova ha confermato il ruolo centrale attribuito da Antonio Canova al mezzo incisorio quale strumento di diffusione delle proprie opere. Per la prima volta nella storia della scultura, la riproduzione a stampa divenne parte integrante della strategia di promozione dell’artista, pur delineandosi progressivamente e non come esito di un progetto unitario precocemente definito. Le prime commissioni certe risalgono agli anni 1786-1788 con l’incisione del
Monumento a Clemente XIV eseguita da Pietro Vitali. Fino alla fine del Settecento Canova mostrò tuttavia una certa cautela verso la traduzione grafica della scultura, privilegiando incisioni “a contorno”, soprattutto per i bassorilievi, e riservando il bulino a casi specifici. A partire dal primo decennio dell’Ottocento si registra un mutamento: le commissioni si intensificano, i contratti si fanno più rigorosi e lo scultore assume un controllo diretto sulle modalità esecutive, fino alla definizione di un’organizzazione stabile per la produzione e la sorveglianza delle matrici. Nel 1817, in coincidenza con la pubblicazione del
Catalogo cronologico delle sculture, maturò l’idea di raccogliere le stampe in un
corpus organico delle opere, destinato alla vendita in Italia e all’estero. Il progetto, che prevedeva un ordinamento cronologico e un testo introduttivo di accompagnamento, giunse a una forma editoriale strutturata nell’
Oeuvre de Canova, pur senza trovare pieno compimento prima della morte dell’artista nel 1822. Le due incisioni (si veda l'esemplare
S-FC50150 per la veduta frontale) documentano il celebre gruppo marmoreo di
Venere e Marte, oggi conservato a Buckingham Palace a Londra. L'opera scultorea fu commissionata nel 1815 dal principe reggente d'Inghilterra (futuro Giorgio IV) per Carlton House, in occasione del viaggio diplomatico di Canova a Londra finalizzato al recupero delle opere d'arte trafugate da Napoleone. Il soggetto fu concepito per celebrare allegoricamente l'Amore e la Pace ritrovata in Europa a seguito della battaglia di Waterloo. Dal punto di vista formale, il gruppo evidenzia il contrasto tra la posa marziale del dio e la morbida grazia di Venere, rivelando una profonda influenza derivata dal recente studio dei marmi del Partenone da parte dello scultore. La traduzione grafica dell'invenzione, basata sui disegni di Giovanni Tognoli, fu eseguita tra il 1817 e il 1818, ancor prima che il marmo definitivo giungesse a Londra (1824): Domenico Marchetti realizzò la veduta frontale, mentre Angelo Bertini incise quella di schiena. Gli esemplari qui in esame rivestono un eccezionale pregio storico e documentario a causa della loro estrema rarità. Nel 1827, infatti, la Calcografia Camerale giudicò il soggetto troppo "immodesto" per poter essere sanato con la semplice aggiunta di una censura a velo. Di conseguenza, le due matrici in rame vennero interamente distrutte e rese inutilizzabili, mentre le stampe già tirate e in circolazione furono in gran parte bruciate.
Bibliografia
- C. Le Blanc, Manuel de l'amateur d'estampes, Parigi 1854-1859, vol. 1, p. 316, n. 4.
- L. Servolini, Dizionario illustrato degli incisori italiani moderni e contemporanei, Milano 1955, p. 77.
- G. Bernini Pezzini, F. Fiorani (a cura di), Canova e l’incisione, catalogo della mostra (Roma, 1993–1994; Bassano del Grappa, 1994), Bassano del Grappa 1993, pp. 232-234, fig. LXXV.
Mostre
- Canova e l'incisione. Roma, 1993-1994; Bassano del Grappa, 1994.
Opera originale
Opera finale/originale: SCULTURA
Soggetto opera finale/originale: VENERE E MARTE
Collocazione opera finale/originale: LONDRA , BUCKINGHAM PALACE
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Proprieta' dell'Accademia dei Lincei
Provenienza: deposito; Accademia dei Lincei; 1895
Fonti e documenti di riferimento
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