Esponente di una dinastia di artisti mantovani, Diana Scultori (ca. 1547-1612) si distinse nel panorama calcografico tardocinquecentesco – tanto da meritare l'encomio di Giorgio Vasari nell'edizione giuntina delle Vite e, trasferitasi a Roma nel 1575, divenne la prima donna a ottenere un privilegio papale decennale per la produzione a stampa. L'esemplare esposto, un terzo stato pubblicato nel 1602 da Giovanni Orlandi, riproduce l'Ercole capitolino in bronzo con i pomi delle Esperidi ed è datato 1581. A differenza dei puntuali rilievi di Maarten van Heemskerck – che documentano il colosso collocato su un alto plinto quadrangolare, del tutto svincolato dall'ara circolare antistante – l'invenzione di Scultori altera il dato reale, impiegando la medesima ara, sormontata da una lastra di raccordo, come basamento diretto della scultura.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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