L'incisione riproduce il celebre Arrotino, copia romana da un originale ellenistico pertinente al gruppo scultoreo del supplizio di Marsia. L'epigrafe calcografica, tuttavia, identifica erroneamente la figura con il console Marco Manlio, localizzandola presso il "Palatio Magni Duci Etruriae" (Villa Medici). Il marmo vi sostò dal 1578 al 1677 – anno del suo definitivo trasferimento a Firenze – dopo aver inizialmente ornato la residenza suburbana di Agostino Chigi (l'odierna Villa Farnesina). La lastra fu concepita per l'Antiquarum statuarum Urbis Romae di Giovanni Battista de' Cavalieri, fortunato repertorio antiquario edito in due tomi nel 1561 e completato nel 1594. Di quest'ultima tiratura, la riedizione curata da Giacomo Marcucci nel 1623 reimpiega la lastra del frontespizio, che tuttavia nell'esemplare in questione si presenta priva dello stemma e della dedica originale.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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