Natalis Michel
Liegi, 1611 - Liegi, 1668
UN APOLLINE
Inventario
Numero inventario: S-FC132663
Cronologia matrice: Sec. XVII
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini; cartella FN335
Autori
Incisore: Natalis Michel (1611/ 1668)
Disegnatore: Lanfranco Giovanni (1582/ 1647)
Soggetto
Identificazione: STATUA DI APOLLO
Titolo proprio: UN APOLLINE (dato)
Serie: LA GALLERIA GIUSTINIANA DEL MARCHESE VINCENZO GIUSTINIANIFondo: Fondo CorsiniCronologia
Datazione: 1632-1633 ca. (Sec. XVII)
Dati tecnici
Misure foglio: mm. 373 x 193
Materia e tecnica: bulino
Stato di conservazione: discreto (carta ingiallita, pieghe)
Iscrizioni
Iscrizioni: Eques' Iones' Lanfran del. / Mich: Natalis fe. (in basso a destra sul piedistallo)
Opera illustrata
Opera illustrata: La Galleria Giustiniana del Marchese Vincenzo Giustiniani, Roma 1631, I, 54
Osservazioni:
Osservazioni: Accresciuta a Roma tra la fine del Cinquecento e il Seicento per iniziativa di Benedetto e Vincenzo Giustiniani, l’omonima collezione si impose come una delle più importanti raccolte artistiche europee dell’Età moderna, comprendendo opere archeologiche e pittoriche di eccezionale rilievo. Pur vincolata da un fidecommesso, la collezione iniziò a smembrarsi già nel Settecento, con il passaggio di nuclei significativi ad altre raccolte, tra cui la Torlonia, che ne acquisì una parte consistente. Il
corpus delle antichità fu reso pubblico attraverso la Galleria Giustiniana, impresa editoriale che tradusse in immagini l’inventario della collezione, affidandone la stampa ai torchi di Giuseppe de’ Rossi. L’ampiezza del progetto editoriale si misura nella serie di 319 incisioni, distribuite in due volumi di 150 e 169 tavole; tra queste, il soggetto della presente stampa riproduce un torso maschile in marmo, originariamente parte di una statua di Dioniso e restaurato come Apollo. Il disegno preparatorio è attribuito a Giovanni Lanfranco e databile tra il 1632 e il 1633, nell’ambito della fase neoveneta della sua attività romana (cfr. Schleier in
L’Idea del Bello 2000, II, sez. XII, cat. 6, pp. 368-369). Le figure maschili che Lanfranco sviluppa per le tavole del I tomo, eseguite da Michael Natalis, presentano corpi più robusti e proporzioni dilatate rispetto agli originali scultorei, con teste e arti accentuati e masse di capelli ricci e voluminose. Questi caratteri, combinati con l’uso di punti di vista obliqui e un approccio compositivo semplificato, conferiscono alle immagini un effetto arcaizzante e un registro espressivo che coniuga classicismo e realismo di matrice fiamminga. La scultura in marmo bianco, alta 186 cm, conserva il torso antico dalla base del collo fino all’inizio delle cosce, mentre sono moderni i restauri di testa, braccia, gambe e sostegno. La figura è stante sulla gamba destra, con la sinistra leggermente flessa e appoggiata di lato; il busto mostra una curva sinuosa e il braccio destro è disteso lateralmente con un plettro, mentre il sinistro trattiene una lira. L’originale prassitelico del torso si riconosce nelle proporzioni aggraziate, nello schema a S del busto e nelle forme morbide. I restauri posteriori, ispirati
all’Apollo del Belvedere, integrano la capigliatura ondulata e gli attributi musicali, trasformando la figura in un’immagine di Apollo. La statua è oggi conservata a Roma, nel Salone del Casino Massimo-Giustiniani (inv. 12/00083051), e consiste in un torso antico integrato con elementi non pertinenti – testa, braccia, gambe e attributi – secondo la prassi dei restauri seicenteschi, che reinterpretavano frammenti antichi con soluzioni classiche ed eclettiche.
Bibliografia
- Cropper E. - Dempsey C., Nicolas Poussin: friendship and the love of paintings, Princeton 1996, p. 73 fig. 40
- I Giustiniani e l'Antico, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Fontana di Trevi, 26 ottobre 2001 - 27 gennaio 2002), a cura di G. Fusconi, Roma 2001, pp. 214-217, cat. 12
Opera originale
Opera finale/originale: SCULTURA
Soggetto opera finale/originale: TORSO DI DIONISO RESTAURATO COME APOLLO
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Proprieta' dell'Accademia dei Lincei
Provenienza: deposito; Accademia dei Lincei; 1895
Fonti e documenti di riferimento
Immagine: 100155