UNA STATUA...NUDA (SI CREDE D'UN APOLLO) CON BRACCIO DRITTO ALZATO CON UNA FACELLA IN MANO E NELL'ALTRA CERTI POMI
Inventario
Numero inventario: S-FC132640
Cronologia matrice: Sec. XVII PRIMA META'
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Corsini; cartella FN240
Autori
Disegnatore: Guidi Giovanni Citosibio (notizie 1626-1635)
Soggetto
Identificazione: STATUA DI DADOFORO
Titolo proprio: UNA STATUA...NUDA (SI CREDE D'UN APOLLO) CON BRACCIO DRITTO ALZATO CON UNA FACELLA IN MANO E NELL'ALTRA CERTI POMI (dato)
Serie: GALLERIA GIUSTINIANA DEL MARCHESE VINCENZO GIUSTINIANIFondo: Fondo CorsiniCronologia
Datazione: 1634 ca. (Sec. XVII)
Dati tecnici
Misure foglio: mm. 364 x 236
Materia e tecnica: bulino
Stato di conservazione: discreto (carta ingiallita)
Iscrizioni
Iscrizioni: Io. Thÿsidius Guidus del: C. Bloemaert Sclup: (in basso sul piedistallo)
Opera illustrata
Opera illustrata: La Galleria Giustiniana del Marchese Vincenzo Giustiniani, Roma 1631, I, 58
Osservazioni:
Osservazioni: Accresciuta a Roma tra la fine del Cinquecento e il Seicento per iniziativa di Benedetto e Vincenzo Giustiniani, l’omonima collezione si impose come una delle più importanti raccolte artistiche europee dell’Età moderna, comprendendo opere archeologiche e pittoriche di eccezionale rilievo. Pur vincolata da un fidecommesso, la collezione iniziò a smembrarsi già nel Settecento, con il passaggio di nuclei significativi ad altre raccolte, tra cui la Torlonia, che ne acquisì una parte consistente. Il
corpus delle antichità fu reso pubblico attraverso la
Galleria Giustiniana, impresa editoriale che tradusse in immagini l’inventario della collezione, affidandone la stampa ai torchi di Giuseppe de’ Rossi. L’ampiezza del progetto editoriale si misura nella serie di 319 incisioni, distribuite in due volumi di 150 e 169 tavole; tra queste, la tavola in esame riproduce un
Dadoforo. La scultura, restaurata nel Seicento probabilmente da Pietro Bernini attorno a un torso antico, presenta aggiunte di testa, braccia, gambe e attributi secondo la pratica del tempo, con il fine di ricostituire un’unità iconografica coerente. L’incisione fu eseguita da Cornelis Bloemaert su disegno di Giovanni Citosibio Guidi. Il disegno del Guidi, visibile nelle linee preparatorie, evidenzia un interesse particolare per i tratti fisionomici e per la caratterizzazione individuale della figura, coerente con la sua frequentazione di ambienti antiquari e culturali romani, come quelli di Cassiano dal Pozzo e di Giovan Battista Mercati. Il tratto incisorio di Bloemaert traduce fedelmente queste indicazioni: le proporzioni della figura sono nitidamente delineate, con un corpo possente e muscoloso e gli attributi iconografici – la fiaccola nella mano destra e i pomi nella sinistra – sono resi con chiarezza e leggibilità. Le varie firme del Guidi sulle stampe della
Galleria Giustiniana documentano la consuetudine di latinizzazione del nome e riflettono la circolazione internazionale delle incisioni, probabilmente facilitata dalle sue origini fiamminghe e dal contatto con ambienti culturali legati a Sandrart. In questa tavola, l’intesa professionale tra Guidi e Bloemaert consente di coniugare precisione documentaria e resa artistica, facendo emergere sia l’aspetto monumentale della figura sia le caratteristiche iconografiche e anatomiche. Il risultato finale è una delle tavole più significative del I tomo, dove il linguaggio incisorio enfatizza la presenza della figura nello spazio della pagina, pur mantenendo rigore accademico e attenzione al dettaglio, in linea con l’obiettivo editoriale della
Galleria di fornire una documentazione visiva completa delle antichità raccolte dai Giustiniani.
Bibliografia
- Montagu J., Alessandro Algardi, New Haven 1985, vol. 1, p. 238 n. 19 fig. 10
- I Giustiniani e l'Antico, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Fontana di Trevi, 26 ottobre 2001 - 27 gennaio 2002), a cura di G. Fusconi, Roma 2001, pp. 217-221, cat. 13
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Proprieta' dell'Accademia dei Lincei
Provenienza: deposito; Accademia dei Lincei; 1895
Fonti e documenti di riferimento
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