Banzo Antonio
Roma, 1777 - Roma, 1859
DEDALO E ICARO
Inventario
Numero inventario: S-CL2237_4586
Inventario matrice: M-1332_26Cronologia matrice: Sec. XIX
Collocazione: Calcografia; campionario 65
Autori
Incisore: Banzo Antonio (1777/ 1859)
Disegnatore: De Min Giovanni (1786/ 1859)
Inventore: Canova Antonio (1757/ 1822)
Ambito culturale: italiano, romano
Soggetto
Identificazione: DEDALO E ICARO
Titolo proprio: DEDALO E ICARO (da stampa)
Cronologia
Datazione: 1750-1870 (Sec. XVIII - XIX)
Dati tecnici
Misure: mm. 292 x 228
Misure foglio: mm. 630 x 450
Materia e tecnica: acquaforte
Stato di conservazione: buono
Iscrizioni
Iscrizioni: Antonio Banzo incise (in basso a sinistra);
Gio. de Min disegnò (al centro); Antonio Canova inv. e scolpì (a destra);
Dedalo e Icaro (sotto al centro);
Gruppo in marmo di grandezza naturale, incominciato dall'Autore nell'età d'anni diecinove, esistente in Casa Pisani a S. Polo di Venezia (in basso per esteso)
Editori/Stampatori
Editore: Calcografia Camerale (attiva Roma 1738/ 1870)
Luogo e data di edizione: Roma (?)
Osservazioni:
Osservazioni: Lo studio delle stampe canoviane, della corrispondenza dell’artista e dei documenti del Lascito della Fondazione Canova ha confermato il ruolo centrale attribuito da Antonio Canova al mezzo incisorio quale strumento di diffusione delle proprie opere. Per la prima volta nella storia della scultura, la riproduzione a stampa divenne parte integrante della strategia di promozione dell’artista, pur delineandosi progressivamente e non come esito di un progetto unitario precocemente definito. Le prime commissioni certe risalgono agli anni 1786-1788 con l’incisione del
Monumento a Clemente XIV eseguita da Pietro Vitali. Fino alla fine del Settecento Canova mostrò tuttavia una certa cautela verso la traduzione grafica della scultura, privilegiando incisioni “a contorno”, soprattutto per i bassorilievi, e riservando il bulino a casi specifici. A partire dal primo decennio dell’Ottocento si registra un mutamento: le commissioni si intensificano, i contratti si fanno più rigorosi e lo scultore assume un controllo diretto sulle modalità esecutive, fino alla definizione di un’organizzazione stabile per la produzione e la sorveglianza delle matrici. Nel 1817, in coincidenza con la pubblicazione del
Catalogo cronologico delle sculture, maturò l’idea di raccogliere le stampe in un
corpus organico delle opere, destinato alla vendita in Italia e all’estero. Il progetto, che prevedeva un ordinamento cronologico e un testo introduttivo di accompagnamento, giunse a una forma editoriale strutturata nell’
Oeuvre de Canova, pur senza trovare pieno compimento prima della morte dell’artista nel 1822. L'incisione, attualmente conservata nel fondo Canova della Calcografia Camerale, appartiene a una raccolta di stampe a contorno avviata a fine Settecento e documentata nel catalogo del libraio romano Scheri. La sua realizzazione risale presumibilmente al secondo decennio dell'Ottocento, epoca in cui l'artista incoraggiò la riproduzione tramite incisione anche dei suoi primi lavori. La celebre scultura da cui deriva la stampa, ovvero la sua prima grande opera in marmo, si conserva al
Museo Correr di Venezia.
Bibliografia
- Le Blanc C., Manuel de l’amateur d’estampes, Paris 1850, vol. 1, p. 138, n. 6.
- Petrucci C. A., a cura di, Catalogo generale delle stampe, tratte dai rami incisi posseduti dalla Calcografia nazionale, Roma 1953, p. 18, n. 55-1332;
- Canova e l’incisione, catalogo della mostra (Roma, 1993–1994; Bassano del Grappa, 1994), a cura di G. Bernini Pezzini – F. Fiorani, Bassano del Grappa 1993, p. 91, fig. I.
Opera originale
Opera finale/originale: SCULTURA
Soggetto opera finale/originale: DEDALO E ICARO
Collocazione opera finale/originale: VENEZIA, MUSEO CORRER
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Fonti e documenti di riferimento
Immagine: 5032