Il percorso virtuale propone una selezione di ritratti d’artista conservati nel Fondo Nicola Pio dell’Istituto Centrale per la Grafica, con l’obiettivo di restituire la ricchezza e la complessità di una raccolta nata da un progetto collezionistico ed editoriale rimasto incompiuto. Nel primo quarto del Settecento l’erudito romano Nicola Pio (1673-1736) riunì infatti un’imponente collezione di grafica che costituì la base delle biografie d’artista da lui redatte, rimaste quasi completamente inedite fino al Novecento. Con l’intenzione di illustrare le sue Vite di pittori, scultori, architetti, Pio raccolse e commissionò anche uno straordinario nucleo di disegni raffiguranti i ritratti degli artisti biografati, viventi e non. Costretto a vendere la raccolta prima della sua morte, la collezione passò a Pierre Crozat e fu poi smembrata tra diverse istituzioni europee, mentre una parte cospicua dei disegni è oggi conservata al Nationalmuseum di Stoccolma. I 35 volumi di stampe e il volume di disegni oggi conservati presso l’ICG rappresentano dunque una testimonianza essenziale per ricostruire la logica originaria del progetto: se il nucleo dei ritratti disegnati è oggi noto soprattutto attraverso i fogli passati da Crozat a Tessin e conservati in gran parte in Svezia, la raccolta di stampe oggi a Roma documenta un altro aspetto, non meno importante, del gusto e del metodo di Pio.
In questa prospettiva, il percorso non intende ricostruire soltanto il corpus dei ritratti connessi alle Vite, ma offrire una vetrina rappresentativa della presenza e delle funzioni degli stessi nell’intera raccolta. I trenta fogli selezionati - quasi tutti stampe, con due significative eccezioni disegnate - sono stati scelti valorizzando la varietà dei soggetti e delle tipologie: pittori, scultori, architetti, incisori; ritratti celebri e altri più rari o meno frequentemente riprodotti, immagini collocate in apertura dei volumi monografici dedicati alle opere di un singolo artista e fogli tratti dal XXXIII volume del fondo, grande repertorio di artisti, letterati e personaggi illustri. La presenza dei due disegni dei ritratti di Bassano e Tintoretto consente inoltre di comprendere più da vicino le scelte di Pio e di Filippo Germisoni - artista a lui contemporaneo che, secondo le ricostruzioni di Anthony M. Clark e degli studi successivi, dovette non solo eseguire alcuni dei disegni destinati all’illustrazione delle biografie, ma anche contribuire all’ordinamento della raccolta. In questi casi, infatti, l’assenza di stampe con l’effigie dei due maestri sembra essere stata colmata mediante la realizzazione diretta dei ritratti sui fogli del volume dedicato alla scuola veneta.
Un criterio centrale della selezione è stato il potenziale di collegamento dei singoli fogli. Per ciascuna stampa si è cercato, quando possibile, di ricostruirne la derivazione e la successiva fortuna: molti ritratti, infatti, erano già stati impiegati in opere biografiche celebri o in serie largamente diffuse, da Bellori a Ridolfi, passando per i celebri repertori di Ottavio Leoni. Il lavoro sulle schede ha così permesso di offrire confronti interni, con altri esemplari conservati nello stesso fondo o in altri fondi dell’ICG, ed esterni, con dipinti, disegni e stampe oggi conservati in musei e biblioteche europee e internazionali (Stoccolma, Parigi, Londra, Madrid, Vienna, New York, Chicago). Particolare rilievo hanno assunto, in questo quadro, i collegamenti con gli istituti che conservano i disegni destinati all’illustrazione delle Vite, poiché rendono visibile il rapporto tra la raccolta superstite di stampe e il progetto editoriale rimasto incompiuto.
Più che un semplice catalogo di immagini, questo percorso vuole dunque offrire una prima lettura del Fondo Nicola Pio come spazio organizzato di memoria artistica, nel quale il ritratto svolge molteplici funzioni. La rete di confronti e collegamenti messa a disposizione intende costituire anche uno strumento utile per indagini future: non solo per comprendere meglio il metodo collezionistico dell’erudito romano, ma anche per orientare la ricerca dei disegni ancora dispersi, seguendo le tracce delle fonti iconografiche, delle copie e delle varianti che questo percorso torna oggi a mettere in relazione.
Ludovica Scalzo
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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