Percorsi - Attraverso le collezioni Architetture effimere nella Roma papale (1700-1870)

Visitando Roma in età moderna non era insolito imbattersi in costruzioni monumentali ma effimere, realizzate in legno e cartapesta nel giro di pochi giorni. Queste strutture trasformavano radicalmente facciate e interni di chiese oppure occupavano piazze e spazi urbani, affiancandosi ai palazzi della città e rivaleggiando con le vestigia dell’antichità, pur essendo destinate a scomparire in breve tempo. Nonostante la loro natura temporanea, legata a specifiche occasioni celebrative, tali manufatti rispondevano alla forte esigenza di rappresentazione propria della committenza artistica barocca, trovando una forma di permanenza nelle stampe che ne documentavano l’aspetto e il significato.

Realizzate dai più importanti artisti dell’epoca, tra cui Giuseppe Vasi (1710-1782), Ferdinando Fuga (1699-1782) e Louis-Joseph Le Lorrain (1715-1759), le stampe dedicate all’effimero erano destinate a una circolazione nazionale e internazionale. In esse si condensano gli elementi fondamentali della festa: la dimensione urbana, il complesso apparato simbolico e rappresentativo religioso e dinastico, la partecipazione della nobiltà e del popolo e, talvolta, anche la componente musicale.

A seguito di un ampio progetto di studio dedicato alle stampe e ai disegni di apparati effimeri conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe, questa mostra propone una selezione di materiali che documentano la vita politica e religiosa di Roma tra il XVIII e il XIX secolo.

Attraverso le opere presentate in ordine cronologico è possibile ripercorrere le principali tappe del calendario ordinario e straordinario della società romana. Sono rappresentati eventi legati alla vita del pontefice, quali conclavi, cavalcate di possesso e funerali; celebrazioni liturgiche come le Quarantore, i Sepolcri, il Corpus Domini, le processioni e le canonizzazioni; nonché occasioni di carattere politico, come la consegna del tributo della Chinea da parte del Contestabile in nome del re delle Due Sicilie. Per ciascuna di queste ricorrenze venivano prodotte stampe - talvolta proprio dalla Calcografia Camerale, oggi confluita nell’Istituto Centrale per la Grafica - secondo modelli iconografici consolidati che sopravvissero ai mutamenti del gusto artistico e continuarono a essere impiegati anche dopo l’introduzione della litografia nel XIX secolo.

Il percorso si apre con il conclave del 1700, che portò all’elezione di Clemente XI Albani (1649-1721) e segnò l’avvio di una nuova fase nella storia del papato, successiva alla stagione del nepotismo che aveva caratterizzato gran parte del secolo precedente. Si conclude invece con una serie di opere riferite al pontificato di Pio IX (1792-1878), ultimo pontefice sovrano dello Stato Pontificio. Sebbene in questo ampio arco cronologico mutino tecniche di stampa, sensibilità estetiche e pratiche liturgiche, la consuetudine romana di celebrare gli eventi più significativi attraverso manifestazioni urbane dal forte carattere spettacolare appare sostanzialmente immutata. Ne sono testimonianza le celebri «macchine di fuoco» erette ogni anno il 29 giugno in occasione della presentazione della Chinea e, più tardi, le «girandole» di fuochi d’artificio allestite sul Pincio tra il 1858 e il 1870 nella medesima ricorrenza, accomunate da analoghe soluzioni scenografiche e architettoniche nonostante il diverso contesto urbano.

Con questo approfondimento tematico l’Istituto Centrale per la Grafica intende valorizzare una porzione significativa della storia di Roma, delle proprie collezioni e della propria attività scientifica. Il percorso si inserisce nel solco degli studi e delle mostre che negli ultimi decenni hanno dedicato crescente attenzione alla rappresentazione dell’effimero in età moderna, contribuendo a restituirne la complessità storica, artistica e culturale.

Margherita Antolini


Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.

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