Veduta della chiesa di S. Gerolamo a Ripetta
XIX sec.
Osservazioni:
Osservazioni: Le matrici della serie sono attualmente 959, ma l'intera raccolta doveva comprenderne un numero maggiore. Fanno parte dei tomi dell'architetto, antiquario, grafico abate Angelo Uggeri, acquisiti probabilmente tra gli anni Venti e gli anni Trenta del XIX secolo, prese in carico sui registri inventariali della Calcografia nel 1844.
Alcune lastre della serie sono di reimpiego. In particolare sul rovescio della
M-1403_594 e della
M-1403_613 si riconoscono due frammenti dal
Giudizio Universale del 1606 in otto matrici, passati dalla bottega del Thomassin a quella dei De Rossi alla Pace, e quindi alla Calcografia Camerale. Verso la fine del XVIII secolo o gli inizi del XIX secolo, queste due matrici con i frammenti suddetti furono alienate dalla Calcografia Camerale e acquistate da Angelo Uggeri che le reimpiegò sull’altro lato per la sua opera. Le matrici rientrarono successivamente in Calcografia con l’ingresso del fondo Uggeri.
[Cfr. Grelle-Giffi 2009, p. 548; Grelle 2004, pp. 17, 77,80]
Nel caso di questa matrice incisa il disegno risulta delineato nello stesso verso del soggetto riprodotto. Il progetto editoriale dell’abate Uggeri prevedeva infatti che, dalla stampa ancora fresca di inchiostro, si ricavassero per contatto alcune controstampe. Attraverso tale procedimento, l’immagine perdeva le caratteristiche tipiche della stampa calcografica (schiaccio della matrice e consistenza dell’inchiostro) volendo simulare l’effetto di un disegno, che sovente veniva acquerellato.
Il vantaggio dell’operazione era duplice: in primo luogo, l’acquafortista non doveva preoccuparsi di incidere sulla lastra il soggetto in controparte, affinché risultasse in stampa nel giusto verso, ma poteva lavorare agilmente nel medesimo orientamento del reale; inoltre, da una stampa fresca di inchiostro si potevano ricavare fino a una decina di controstampe che - acquerellate - sarebbero state immesse sul mercato.