Piranesi Giovanni Battista

Mogliano Veneto (?), 1720 - Roma, 1778

Dimostrazione de' Teatri, e particolarmente del vicino Teatro di Marcello

Inventario

Numero inventario: M-1400_194
Inventario storico di categoria: 1400/194
Nuovo inventario di categoria: 10673
Stampa corrispondente: S-CL2396_18781
IVS2: CL16232
Collocazione: Calcoteca

Autori

Incisore: Piranesi Giovanni Battista (1720/ 1778)
Disegnatore: Piranesi Giovanni Battista (1720/ 1778)
Inventore: Piranesi Giovanni Battista (1720/ 1778)

Soggetto

Titolo proprio: Dimostrazione de' Teatri, e particolarmente del vicino Teatro di Marcello
Serie: Le antichità romane
Denominazione raccolta: Firmin Didot (Piranesi)

Oggetto

Definizione: matrice incisa

Cronologia

Datazione: 1746-1756 (Sec. XVIII)

Dati tecnici

Materia e tecnica: Acquaforte su rame;
Misure: mm 415 x 267, spess. 1,7-1,8

Iscrizioni

Iscrizioni: In alto a sinistra: XXV / 194
In alto a destra: Tom. IV.
In basso: Dopo il trattato de' Ponti, e dell'Isola Tiberina segue la dimostrazione de' Teatri, e particolarmente / del vicino Teatro di Marcello, di cui si dà nella presente Tavola la Pianta del di lui avanzo corris=/ pondente alle dimostrazioni che si fanno nella sezione di uno de' di lui cunei alla Tavola 29. fig. I. / Questo Edifizio fu incominciato nell'anno 710. di Roma, e dedicato poscia da Augusto nel 741, attri=/ buendo a M. Marcello, benchè morto10 anni prima, l'onore di questa fabbrica. A. Linea indicativa / del mezzo del Teatro. B. Avanzo de' portici della circonferenza esterna. C. Ambulacro. D. Avanzo di / muro divisorio dell'ambulacro per comodi privati. E. Cunei, ov'erano frapposte le scale inoggi del / tutto rovinate, e che conducevano ai diversi piani del Teatro. F. Vie de' Senatori, che davano l'in=/ gresso nell'orchestra. G. Orchestra. H. Cunei interiori, frà quali erano i serragli delle fiere destinate / agli spettacoli. I. Avanzo del muro frapposto tra i sedili dell'uno e l'altro corno, e de' cunei, ed il pul=/ pito. L. M. Pilastro, e colonna appartenenti ai portici laterali, i quali si univano cò deretani della sce=/ na, come si può vedere nella seguente Tavola di uno de' frammenti dell'antica pianta di Roma
Sotto a sinistra: Piranesi Archit. dis. et scul.

Osservazioni:

Osservazioni: L'edificio, la cui costruzione era stata programmata da Giulio Cesare e da questi condotta limitatamente alle fondazioni, fu eretto da Augusto e dedicato al nipote M. Claudius Marcellus durante i ludi saeculares del 17 a.C. Restaurato da Vespasiano e Alessandro Severo, era ancora in uso nel 421, quando il praefectus urbis Petronius Maximus vi fece sistemare delle statue. Nelle epoche successive il teatro vicino la riva del fiume divenne uno strategico luogo; dal XIII al XVIII secolo fu proprietà dei Savelli, che vi fecero costruire da Baldassarre Peruzzi il palazzo tuttora esistente. A partire dagli anni '30 del XX secolo, il teatro fu liberato dalle costruzioni private e dalle botteghe che vi erano sorte intorno e interessato da importanti lavori di restauro, secondo il modello di Stern e Valadier al Colosseo, come la costruzione dei grandi speroni in mattone e liste di travertino nella parte orientale.
Nella composizione della serie dedicata a questo soggetto (catt. 224-240), Piranesi tiene ovviamente presenti le tavole che Desgodetz pubblica in Les édifices antiques del 1682 (si vedano in particolare le dimostrazioni degli elementi architettonici del primo e secondo ordine). Ma nelle Antichità Romane il rapporto tra il testo e le tavole è sbilanciato a favore di quest'ultime (nell'Indice Piranesi riporta informazioni sulla localizzazione esatta dei resti tra gli edifici moderni, cui è sempre molto interessato) e, rispetto ai disegni tecnici di Desgodetz, che sono limitati al rilievo della pianta e degli elementi architettonici preceduti ognuno da un conciso testo, la serie di Piranesi, in tutto ben quattordici tavole, offre una panoramica più dettagliata e approfondita dell'edificio, della sua struttura costitutiva e della sua originale magnificenza. Viene invece tralasciato l'aspetto esteriore del teatro, rinunciando a raffigurare una suggestiva veduta dei resti integrati nel palazzo moderno eretto dal Peruzzi, come avviene invece nelle Vedute di Roma (Teatro Marcello) e in Il Campo Marzio dell'Antica Roma (Reliquiae theatri Marcelli), scelta motivata dal tipo di trattazione cui il IV tomo è dedicato (vedere cat. 251).
Le prime due matrici sono realizzate interamente ad acquaforte con morsure approfondite sul fondo a righe parallele, in corrispondenza delle ombre, e raffigurano la pianta dei resti del teatro, in corrispondenza a livelli diversi dei cunei dell'edificio rappresentati in sezione nelle tavole XXIX e XXX (catt. 229-232); si noterà che le ombre del foglio di carta a trompe-l'œil affisso a una tavoletta con due chiodi negli angoli superiori, sono rivolte rispettivamente verso destra e sinistra, come se i due fogli fossero disposti ai lati di una medesima fonte di luce artificiale.
A causa della loro somiglianza, le due matrici devono essere state confuse tra loro quando il lotto delle matrici piranesiane fu acquisito dalla Calcografia e a queste fu apportata la numerazione araba, tra il 1841 e il 1844 (Mariani 2010, p.12): il numero arabo 195 in alto a sinistra, infatti, è inciso al di sopra di un'abrasione in luogo, forse, del 194.
Da segnalare i ripensamenti che interessano l'area in alto a sinistra di entrambe le matrici: nella prima (cat. 224) si osserva una brunitura in alto nel luogo occupato; nella matrice successiva, dall'elemento longitudinale corrispondente a un muro al livello dell'ambulacro dell'ordine equestre. Negli esemplari a stampa del 1756 appartenenti al fondo Cicognara e al fondo Barberini conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e nelle edizioni del 1756 e del 1761 appartenenti alla Biblioteca Corsiniana e alla Biblioteca dell'Accademia di San Luca (Corsini 53 K 21; BAV, Cicognara X.3828.3; BAV, Barberini X.I.22) questo elemento compare in entrambe le tavole, segnalato con la lettera D cui fa richiamo, invariabilmente in tutti gli esemplari presi in esame, la sottostante didascalia. Inoltre nell'area occupata dall'avanzo di un muro, dal pilastro e dalla colonna del portico laterale (segnalati con le lettere I, L e M) si notano bruniture in entrambe le matrici: qui, negli esemplari a stampa Cicognara, Barberini, San Luca e Corsini (che sono da considerarsi dunque un primo stato) si nota, per quanto riguarda la tav. XXV, che il numero 33 è assente ed è stato aggiunto solo successivamente e che la lettera I era in origine più spostata verso l'alto, mentre nella tav. XXVI le lettere capitali relative alla didascalia non sono presenti, mentre le misure del pilastro e della colonna sono completamente diverse (6.6, 4.4½. 4.10). Il confronto di questo stato con un'edizione del 1784 curata da Francesco e pubblicata da Salomoni, permette di stabilire che questi interventi sono successivi, e si trovano, ovviamente, nel'edizione Firmin-Didot.

Bibliografia

  • Petrucci, 1953, n. 194, tav. 25, p. 251  
  • Focillon, 1967, n. 360, p. 309
  • Wilton-Ely, 1994, n. 493, p. 547
  • Ficacci, 2000, n. 351, p. 299.
  • MISITI, Maria Cristina; SCALONI, Giovanna (ed.), Giambattista Piranesi: sognare il sogno impossibile, Istituto Centrale per la Grafica, Roma, 2022, libro multimedia.  

Condizione giuridica

Condizione giuridica: Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali
Provenienza: Acquisto

Compilazione

Compilatore: Mariasole Garacci
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