Piranesi Giovanni Battista

Mogliano Veneto (?), 1720 - Roma, 1778

Parte dell’antica Via Appia

Inventario

Numero inventario: M-1400_115
Inventario storico di categoria: 1400/115
Nuovo inventario di categoria: 10577
Stampa corrispondente: S-CL2395_18702
IVS2: CL54232_13955
Collocazione: Calcoteca

Autori

Incisore: Piranesi Giovanni Battista (1720/ 1778)
Disegnatore: Piranesi Giovanni Battista (1720/ 1778)
Inventore: Piranesi Giovanni Battista (1720/ 1778)

Soggetto

Titolo proprio: Parte dell’antica Via Appia
Serie: Le antichità romane
Denominazione raccolta: Firmin Didot (Piranesi)

Oggetto

Definizione: matrice incisa

Cronologia

Datazione: 1750-1756 (Sec. XVIII)

Dati tecnici

Tecnica: Acquaforte su rame con interventi a bulino;
Misure: mm 403 x 532, spess. 1,5-2,2

Iscrizioni

Iscrizioni: In alto a sinistra: III   115; in alto a destra: Tom. III.
In basso: Parte dell’antica Via Appia in distanza da Porta S. Sebastiano cinque miglia in circa oggi coperta dal terreno; ai lati della quale più che in altro luogo risplendeva la magnificenza Romana tanto ne’ pubblici edificj, quanto ne’ privati superbi / sepolcri, quivi in copioso numero innalzati, siccome può congetturarsi agli Avanzi, che pur’anche si veggono, de’ quali ne abbiamo segnata quì semplicem.te la Pianta. A Situazione, ed Avanzo della Pianta del famoso pubblico Ustrino / in cui abbruciavansi i corpi de i defonti fabbricato di alte, e grosse muraglie di Peperino, come in appresso sarà dimostrato. B Avanzi delle abitazioni, e stanze per li Custodi, e Ministri, i quali assistevano a’ roghi, al fuoco, e ad altri uffizj / funebri, ed ancora per riporvi le legna di mirto, e di Cipresso con altre cose odorose, e gli strumenti necessarj all’Ustrino. C Avanzi de’ Portici, e d’altri luoghi, i quali per grande spazio dilungavansi dinanzi all’Ustrino, per dare ricovero tanto / alle genti basse, quanto alle persone di miglior condizione respettivam.te le quali in gran numero tutto giorno quà accompagnavano i cadaveri de’ loro Parenti, o degli Amici, o de’ Padroni, ed assistevano al rogo de’ medesimi. D Situazione / ed Avanzo della Pianta di una riguardevole Fabbrica, attorniata da molte rovine d’Acquedotti, Conserve, e d’altre comodità signorili. A’ più congetture, e per la vicinanza ella può considerarsi appartenente all’Ustrino, o per alloggiare le Fami-/ glie più illustri, le quali per le dette pie funeree funzioni costà si conducevano; o per li Presidenti, o'l Magistrato che invigilava al governo di questo Luogo. E Pianta della stessa Fabbrica in forma più grande. F Alzato dell’Avanzo so-/ pra terra della medesima. G Spaccato dell’Avanzo. H Capitello, ed altri Framm.ti di Colonne quivi ritrovati. I Imposta, lavorata di mattoni sotto agli Archi dinanzi all’Ustrino. K Pavimenti composti di calce, e minute scaglie di / marmo
Sotto a sinistra: Piranesi Archit. dis. et inc.

Osservazioni:

Osservazioni: Piranesi utilizza l'effetto trompe l'œil di un finto cartiglio appeso alla superficie di fondo con dei chiodi, per illustrare quel tratto della via Appia verso porta San Sebastiano fiancheggiata da edifici e monumenti funebri dei romani, dinamizzando in tal modo l'impianto compositivo della tavola a carattere prevalentemente tecnico (su Piranesi e la via Appia cfr. Bevilacqua 2012).
Sul cartiglio un singolare ductus segnico ad acquaforte contraddistingue i campi coltivati ai lati della via, in mezzo ai quali sono disseminati avanzi di architetture ancora parzialmente visibili all'epoca, approfondite con ingrandimenti, alzati e spaccati disposti attorno al cartiglio, e spiegate in didascalia come strettamente inerenti le necessità del rito funebre riservato dai romani ai loro defunti: dall'Ustrino in cui venivano bruciati i corpi (argomento affrontato in precedenza da autori con i quali Piranesi si confrontava, da Pirro Ligorio – cfr. Rausa 1997, pp. 41-43 – a Raffaele Fabretti 1699, p. 231), agli alloggi per i ministri che officiavano la funzione, ai portici per riparare chi interveniva al rito. Particolare attenzione è dedicata a una “riguardevole Fabbrica” che l'autore ipotizza destinata a alloggio per le famiglie dei defunti ma che, per le “comodità signorili” rilevate dallo stesso Piranesi nella didascalia esplicativa, e per il fatto che era raggiunta dall'acquedotto, deve essere ritenuta pertinente alla vicina Villa dei Quintili (così Cressedi 1975, pp. 283-284, n. 25).     
L'elaborato è condotto prevalentemente all'acquaforte; su piccole porzioni della matrice (sulla vegetazione compresa tra il cartiglio e l'alzato, e sul lato in ombra del rocchio di colonna a terra in basso a destra) la morsura volutamente prolungata brucia il tracciato segnico creando sulla lastra dei sottolivelli atti a raccogliere una notevole quantità d'inchiostro: questo espediente tecnico – segnalato su diverse matrici in catalogo - consentiva all'autore di ottenere in stampa un effetto pittorico di fondamentale valenza nella percezione visiva delle immagini, anche le più didascaliche.
Il bulino rientra nei segni verticali all'acquaforte sulle arcate dello spaccato e dell'alzato dell'edificio in alto, rimarcandone l'ombra.
Qualche ritocco con la tecnica diretta è stato impiegato per far risaltare la volumetria delle minuscole figure che si staccano così sul fondo delle arcate dello spaccato di sinistra, e per vivacizzare da un punto di vista chiaroscurale gli elementi architettonici delle fabbriche antiche fantasiosamente assemblati a terra in primo piano.

Bibliografia

  • Petrucci, 1953, n. 1440/115, tav. 3, 
  • p. 247  
  • Focillon, 1967, n. 288, 
  • p. 306
  • Wilton-Ely, 1994, n. 423, p.475
  • Ficacci, 2000, n. 280, p.256.

Condizione giuridica

Condizione giuridica: Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali
Acquisizione: Acquisto

Compilazione

Compilatore: Giovanna Scaloni
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