Il foglio costituisce una libera derivazione grafica della Venere di Doidalsas, raffigurata nella variante accovacciata con Cupido. Sotto il profilo materiale, il supporto reca una foratura lungo i contorni anatomici delle figure e della freccia, escludendo dalla punzonatura i panneggi, la vegetazione e il libro. L'invenzione attinge verosimilmente alla riproduzione incisa da Lorenzo Vaccari nel 1584, palesando al contempo la possibile assimilazione della successiva traduzione in controparte pubblicata da Giovan Battista Cavalieri; una prassi esecutiva che conferma la capillare diffusione tardocinquecentesca dei repertori antiquari a stampa. Il prototipo marmoreo riprodotto – già appartenente alla collezione Farnese e oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli – era stato in precedenza rilevato da Maarten van Heemskerck durante la sua collocazione presso Palazzo Medici-Madama.
Nella Banca Dati dell’Istituto sono confluiti dati e informazioni della catalogazione informatizzata effettuata su tutto il patrimonio, a partire da una massiva schedatura realizzata agli albori dell’era tecnologica nel biennio 1987-89, che ha interessato l’intera consistenza delle collezioni di stampe. Si sono succeduti nel tempo vari interventi, rivolti a catalogare i vari settori del patrimonio (stampe, disegni, matrici, fotografie, grafica contemporanea). Non abbiamo a disposizione descrizioni complete per tutte le opere, stiamo lavorando per aggiornare le nostre schede, ma consideriamo questa banca dati come uno strumento che ci permetterà nel tempo di ampliare e approfondire le informazioni che sono già contenute, mettendo a disposizione degli studiosi e dei visitatori il frutto dei nostri studi e ricerche.
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