Alberti Alberto
Sansepolcro, ca. 1525 - Roma, ca. 1599
Alzato dei quattro ordini dell'Anfiteatro Flavio
Inventario
Numero inventario: D-FN8096
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Nazionale, volume 2502
Autori
Autore: Alberti Alberto (1525 ca./ 1599 ca.)
Soggetto
Titolo: Alzato dei quattro ordini dell'Anfiteatro Flavio
Identificazione: disegno architettura - alzato quattro ordini Anfiteatro Flavio
Fondo: Fondo NazionaleOggetto
Definizione: disegno
Cronologia
Datazione: 1579 - 1585
Dati tecnici
Misure: mm 1048 x 395
Materia e tecnica: penna, inchiostro bruno, acquarellatura, matita
Osservazioni:
Osservazioni: La tavola appartiene alla serie dedicata al Colosseo; raffigura un settore dell'intero alzato del monumento, con la successione dei tre ordini e dell'attico. Ai lati della campata è disegnato un accenno della prosecuzione laterale degli archi e dei conci della muratura. Il disegno costituisce la copia in pulito con chiaroscuro del disegno del codice B, f. 21. Le iscrizioni testimoniano il lavoro di rilievo e la precisazione delle misure prese, dichiarando l'impossibilità di rilevarle nell'attico, in parte "misurato a ochio". Sotto la base del primo ordine un'annotazione riguarda la parte all'epoca interrata; la stessa compare anche nel disegno di pp. 54-55 del volume. Il disegno fa parte del volume 2502 del Gabinetto Disegni e Stampe, il cosiddetto codice C. Il volume appartiene a un gruppo di quattro (2501 A e B, 2502, 2504) con disegni architettonici attribuiti ad Alberto Alberti, per lo più dettagli o parti di monumenti antichi di Roma. Presentati ai soci dell’Accademia dei Lincei da R. Lanciani nel 1882, quando ancora appartenevano alla famiglia in Borgo San Sepolcro, furono ceduti al Gabinetto Nazionale nel 1913 da Luigi Prosperi, che li aveva acquistati da Ernestina Guidotti, figlia di un Alberti ed erede della famiglia. Riferiti da Lanciani a Cherubino e a Giovanni Alberti, nel 1982 un breve contributo di M. L. Forni propose l’attribuzione dei volumi ad Alberto, padre dei due artisti, sulla base del confronto con la grafia dei Diari degli Alberti conservati agli Uffizi. La studiosa curò l’edizione completa dei volumi (1991). Sulla base delle date che compaiono in vari fogli, il codice C risulta compreso tra il 1579 e il 1585. I volumi presentano un repertorio di forme e modelli, sulla base di rilievi dal vero esattamente misurati, muniti di piante, profili, modini, completati da indicazioni testuali. I codici nacquero probabilmente come volumi di fogli bianchi legati, in seguito estesi da prolunghe secondo le necessità del disegno, che spesso mostra continuità tra due fogli cuciti.
A seguito di un restauro i codici furono sciolti e le prolunghe spesso staccate. Numerazione moderna, a matita, di restauro.
Per la trascrizione delle iscrizioni, v. Forni p. 127.
Filigrana
Descrizione: Briquet 495; Fabriano 1586
Conservazione
Stato di conservazione: discreto
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Ministero della Cultura
Provenienza: Eredi Alberti; acquisto; Prosperi Luigi; 1913
Bibliografia
- Herrmann Fiore K., Disegni degli Alberti : il volume 2503 del Gabinetto Nazionale delle Stampe, catalogo della mostra (Roma, Villa Farnesina, 25 novembre 1983 - 2 gennaio 1984), Roma 1983, pp. 7-16;
- Forni G. M., Monumenti antichi di Roma nei disegni di Alberto Alberti, v. 2, 1991, p. 127, tav. CCXXIV;
- Burns T., "Design for water-powered stampers : early Italian papermaking technology illustrated in a drawing in the Canadian Centre for Architecture, Montreal", in Osservando la carta: prove e interpretazione, atti del simposio tenutosi presso il Royal Ontario Museum and Art Gallery of Ontario (13 - 16 maggio 1999), Ottawa 2001, pp. 101-102.