Germisoni Filippo detto il Moletta (attribuito a)
Roma 1664 - 1743
Ritratto di Jacopo da Ponte detto Jacopo Bassano
Inventario
Numero inventario: D-FN36686
Collocazione: Gabinetto Disegni e Stampe, Fondo Nazionale; Pio; volume 21 F.PIO
Autori
Autore: Germisoni Filippo detto il Moletta (attribuito a) (1664/1743)
Autore opera originale: Germisoni Filippo detto il Moletta (1664/1743)
Soggetto
Identificazione: Ritratto di Jacopo da Ponte detto Jacopo Bassano
Fondo: Fondo PioOggetto
Definizione: disegno
Dati tecnici
Misure: mm 470 x 370
Materia e tecnica: pietra rossa, pietra nera e grigia parzialmente diluita
Osservazioni:
Osservazioni: Il disegno riproduce l’autoritratto senile di Jacopo Bassano. La fonte del foglio è individuabile nell'effigie incisa e pubblicata nelle
Maraviglie dell’arte di Carlo Ridolfi, edite a Venezia nel 1648, dove introduce la biografia dell’artista.
Simonetta Prosperi Valenti Rodinò ha proposto di attribuire il disegno a Filippo Germisoni, pittore e conoscitore di stampe e disegni che collaborò con Nicola Pio al riordino della sua collezione di disegni e stampe. Secondo la studiosa, Germisoni avrebbe inserito nei volumi del collezionista alcuni disegni tratti da incisioni - tra cui i ritratti di Tintoretto, Veronese, Jacopo e Francesco Bassano, eseguiti a pietra nera e rossa e collocati nel tomo dedicato alla scuola veneta. Il foglio avrebbe pertanto supplito, all’interno della raccolta, alla mancanza di un esemplare a stampa del ritratto dell’artista.
La funzione integrativa del disegno è ulteriormente chiarita dalla nota manoscritta apposta da Nicola Pio sotto il ritratto, nella quale il collezionista accompagna l’immagine con una sintetica memoria biografica dell’artista:
«Jacopo da Ponte detto il Bassano. Nacque l’anno 1510 da Francesco che fu maestro nel disegno e nelle belle lettere; imparò il dipingere da Bonifacio Veneziano, mortogli il genitore nel meglio degli studi, ritornò a Bassano e diede saggio di quanto aveva appreso di quella maniera veneziana, e volò su l’ali della fama il suo nome; e dopo aver tanto operato divinamente, benché la morte non lo colpisse che negli anni 82, pure si doleva dover partire dal mondo in tempo che principiava ad imparare il buono della Pittura. Con onorate esequie fu sepolto nella chiesa di San Francesco di Bassano. Il cavalier Leandro e Francesco furono suoi figli».
Ludovica Scalzo
Condizione giuridica
Condizione giuridica: Ministero della Cultura